
Quando la vita cambia percorso, l’artista raccoglie la sfida e si avventura sul nuovo cammino.
Le immagini si riferiscono all’ultima mostra che si è potuta fare prima della chiusura delle attività a causa del Covid 19. Purtroppo dopo soli due giorni di esposizione si chiuse tutto.
Diede comunque grande soddisfazione, ci fu molta partecipazione e fu possibile grazie al curatore Ing. Giorgio Peduzzi, dare un senso al titolo della mostra.
Tutte le pubblicazioni sui vari giornali e siti d’arte on line furono gestite in maniera eccelsa dalla D.ssa Sonia Dametto, amica e Giornalista.
Dopo 60 anni di pittura squisitamente figurativa-post impressionista, ebbi la brutta disavventura di perdere quasi completamente la vista. Non essendo questa condizione reversibile, non mi fermai, ed iniziai a lavorare su opere che necessitavano l’utilizzo del tatto per sopperire alla vista.
Iniziai componendo opere informali-concettuali, con l’aiuto di mia moglie Licia per la scelta dei colori da utilizzare, prevalentemente acrilici, che non riesco piu’ a distinguere.
In seguito, utilizzando materiali di recupero di uso comune come ad esempio anelli e supporti di legno delle tende, tappi, bottoni, ritagli di legno, palline da tennis, da ping pong, biglie di vetro e gli immancabili contenitori di legno delle bottiglie di vino buono. Nonchè stecchi da spiedino di varie misure, rami secchi e via discorrendo.
Adattarmi alla mia età non è stato facile, ma auguro a tutti i lettori di trovare sempre la forza di rialzarsi ed andare avanti.

















